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Miele biologico millefiori di montagna

Dal letargo alla produzione: un anno con le api di Ciasa dò Parè

Questa mattina un cerbiatto è venuto a farci visita all’agritur proprio davanti alle api in letargo dentro alle arnie piene di neve. Tempo di una foto da lontano e se n’è andato. 

cerbiatto e arnie

Sì, anche le api vanno come in letargo e si fanno più cicciotte riempiendosi di grasso.

Consumano circa 2 chili di miele al mese e, a parte qualche uscita nelle giornate di sole attirate dai fiori di Erica, passano l’inverno a scaldarsi tra di loro. Per scaldarsi formano una palla, un specie di glomere, fra i telarini. Quelle al centro stanno più al caldo ma con un moto convettivo dall’interno verso l’esterno si scambiano il posto regolarmente e pian piano si scaldano tutte.

12 mesi con le api

In inverno l’ape regina non produce le uova. Se le api operaie durante l’estate in piena produzione vivono circa un mese, in inverno vivono anche sei mesi; oltre a scaldarsi fra loro, iniziano il periodo vegetativo dell’annata successiva accudendo le api appena nate. Solo in primavera quando le nuove arrivate diventano grandi le più vecchie muoiono e riparte il ciclo normale.

Il minimo vitale per uno sciame è di 20/25.000 api che a luglio in piena produzione arriva anche a 70/80.000. Può capitare d’inverno che muoiano per il troppo freddo anche durante il volo di rientro quando escono attirate dal polline. Così dalle 60 arnie di ottobre arriviamo a primavera che ne abbiamo circa 50 ma in tarda primavera ritorniamo a regime.

Fattoria Didattica dell'Agritur in Val di Fassa, produzione miele, Aurora Brunel

In un anno ogni arnia ci chiede circa 30 ore di intenso lavoro. Bisogna tenerle pulite e disinfettarle, costruire i telarini, portarle in giro, aiutarle, controllare che siano sane e che non si ammalino.

Produciamo circa 6/7 chili di miele l’anno per arnia contro i 50/60 della pianura.

Apicoltura nomade

Per riuscire a produrre 6/7 chili di miele dobbiamo seguire le fioriture.

Il primo fiore di prato di primavera è il tarassaco, poi arrivano tutti gli altri che verso giugno sfioriscono o vengono sfalciati dagli agricoltori. Quando a fine giugno sta per arrivare la fioritura in quota portiamo le arnie a 1900 metri di quota al Rifugio Flora Alpina e al Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino.

Presidio Slow Food per il miele millefiori di alta montagna

Siamo onorati e molto orgogliosi di essere i primi apicoltori in Trentino e nelle Alpi orientali che presto otterrà la certificazione presidio Slow Food per il miele millefiori di alta montagna, cioè per il miele biologico prodotto oltre i 1500 metri di quota.

Il miele di alta montagna è una rarità difficile da produrre e poco conveniente a livello economico. Questo marchio vuole incentivare gli apicoltori a continuare a produrlo riconoscendoci l’eccellenza e premiando la nostra caparbietà.

Il miele millefiori

Il miele millefiori è prodotto da più tipi di fiori e normalmente si utilizza per energizzare e depurare l’organismo. Si tratta di un miele prezioso proprio perché unisce le proprietà di svariate piante e si caratterizza a seconda della zona e del periodo di raccolta. 

prato fiorito in estate

Il Miel da Ciasa e Miel da Mont

La nostra è una produzione ridotta ma eccellente. Il nostro miele è grezzo, mantiene cioè intatti i nutrienti e non viene sottoposto ad azione meccanica o chimica come per esempio il trattamento termico o la miscelatura industriale. 

Il sapore del nostro miele dipende dalla stagione e dalla quantità di fiori diversi che l’ape raccoglie e definire le note è difficile. Di volta in volta infatti, cambia sia il sapore che il colore. 

Il miele millefiori che si trova nella grande produzione invece è una miscela di monofloreali come l’acacia, il castagno ed altri con percentuali fisse. Tutti gli anni infatti il sapore e il colore sono identici.

Il “Miel da Ciasa”, quello che raccogliamo a Soraga a circa 1300 metri di quota ha una ricchezza di flora maggiore e il gusto è molto più deciso. Non è né dolce né stucchevole, bensì saporito.

Miel Biologico della Val di Fassa

Il “Miel da Mont” invece, quello di alta montagna che raccogliamo a 1900 metri di quota, è più delicato con un sapore più leggero e note di rododendro. 

Proprietà del miele millefiori e come si utilizza

I principi nutritivi del miele biologico millefiori di montagna sono maggiori rispetto a quelli di altri mieli proprio perché ricchi di pollini di provenienza diversa.

I nostri mieli “Miel da Ciasa” e “Miel da Mont” contengono minerali e antiossidanti e sono degli antibatterici naturali. Aiutano a trattare gli stati influenzali, soprattutto a placare la tosse. Stimolano l’intestino, l’apparato digerente e aiutano a depurare il fegato.

Il miele millefiori è un miele che cristallizza nel tempo e tenda a indurirsi a basse temperature. Se si indurisce ti raccomandiamo di non scaldarlo nel microonde o nell’acqua bollente perché oltre i 40 gradi perderebbe tutti i minerali e le vitamine.

Ecco quindi che non andrebbe consumato nel tè o latte caldo come si è soliti fare, soprattutto se lo usiamo per curare gli stati influenzali. Meglio gustarlo con del formaggio o su una fetta di pane tiepida. 

C’è chi lo usa anche per maschere naturali o impacchi, per nutrire la pelle e i capelli.

Come ordinarlo

Al momento lo trovi nei cesti Coccole invernali, Famiglia e Selezione dò Parè insieme agli altri prodotti biologici della nostra azienda agricola.

Se invece preferisci assaggiare solo il miele puoi ordinarlo per email, o al telefono e te lo spediamo in pochi giorni direttamente a casa tua.