Anche noi, ogni tanto, spegniamo i fornelli dell’osteria e usciamo a mangiare fuori.
Non è solo un piacere – e certo che lo è – ma anche un modo per rimanere curiosi, per stupirci, per tornare a casa con qualcosa di nuovo: un’idea, un abbinamento, una conferma che la strada che abbiamo scelto è quella giusta. O magari uno spunto per migliorare.Quando cerchiamo un posto dove cenare, non scegliamo a caso. Usiamo strumenti che negli anni si sono affinati, tra esperienza e consapevolezza. E proprio di questi strumenti, le guide gastronomiche, vogliamo parlarti oggi, raccontandoti come le usiamo e perché.
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Le guide che usiamo: 3 bussole, 3 sguardi diversi
Quando cerchiamo un posto dove andare a mangiare, le guide gastronomiche sono la nostra bussola. Ma non tutte le guide guardano allo stesso modo.
Ciascuna ha un occhio diverso, un modo particolare di valutare e raccontare un’osteria. E proprio per questo le usiamo tutte, perché ciascuna ci dice qualcosa di diverso sul posto che stiamo per scoprire.
Nel 2026, come lo scorso anno, la nostra Osteria dò Parè è presente in 3 guide: Slow Food, il Golosario e Gambero Rosso. Tre riconoscimenti che ci riempiono di gratitudine e che ci confermano che stiamo lavorando bene. Ma cosa racconta ognuna di queste guide?

Slow Food – Osterie d’Italia: i valori dietro al piatto
La guida Osterie d’Italia di Slow Food ci racconta la filosofia di un luogo: territorio, stagionalità, relazioni con i produttori. La chiocciola – anche quest’anno la nostra Osteria l’ha confermata – non premia solo la bontà dei piatti, ma l’intero sistema di valori che c’è dietro.
Non è solo una questione di piatti buoni, ma di un intero mondo che ruota intorno al cibo come cultura, come relazione, come scelta etica.
Quando vedi una chiocciola sai che troverai un posto che ha fatto scelte precise: ingredienti locali, rispetto per chi produce, stagionalità vera, nessun compromesso sulla qualità. È la guida che cerchiamo quando vogliamo sentirci parte di una rete, quando cerchiamo luoghi che lavorano come noi, con la stessa cura e coerenza.Essere nella guida Slow Food significa far parte di una comunità di osterie, produttori, cuochi che hanno fatto la stessa scelta: lavorare bene, con rispetto, senza scorciatoie. Ed è anche un modo per trovare altri posti dove andare quando siamo in viaggio, sapendo che troveremo qualcuno che fa le cose come noi.

Un incontro tra chiocciole al Muse di Trento
A fine ottobre siamo stati al Muse di Trento per la presentazione della nuova guida Osterie d’Italia Slow Food 2026. È stata una serata speciale, non solo perché ci hanno riconfermato con la chiocciola, ma soprattutto per il clima che si respirava. Fra le bellezze del museo, una ventina di osterie hanno allestito postazioni di degustazione. Un vero e proprio percorso enogastronomico, ricco di assaggi e prelibatezze ricercate e curate. Abbiamo assaggiato lasagnette ai broccoli, polpettine di bollito, torta di carote e sbrisolona con Vin Santo. Mentre noi abbiamo preparato ravioli ripieni di barbabietola dell’orto, la nostra robiola, pesto d’abete e il cavolo riccio dell’orto croccante.
Durante la degustazione, abbiamo ritrovato colleghi e amici: vignaioli della Val di Fiemme, casari, allevatori, altri osti. Persone speciali con cui è sempre un piacere stare.
In fondo, forse, in queste occasioni, ci divertiamo più noi di chi viene a mangiare: circa 360 le persone che hanno partecipato al percorso, un calice in mano e un assaggio dopo l’altro. Per noi è stato anche un modo per star bene insieme, farci due grignade (due risate, in ladino) e ricordarci che non siamo soli in questo cammino. Questa rete di persone, di valori condivisi, di scelte coerenti è forse la cosa più bella che le guide gastronomiche – e in particolare Slow Food – riescono a costruire: una comunità vera, che va oltre il singolo ristorante.



Il Golosario: ricerca e creatività con i piedi per terra
Il Golosario ha uno sguardo diverso: quello dell’eccellenza, della ricerca e dell’innovazione, ma sempre con i piedi ben piantati nella tradizione. Valuta la creatività dello chef, l’equilibrio dei sapori, la capacità di sorprendere pur restando fedeli al territorio.
La menzione “cucina radiosa” che abbiamo ricevuto premia proprio questo: la capacità di far brillare gli ingredienti, di trasformarli senza tradirli. Di prendere quello che la montagna ti offre e farlo diventare poesia nel piatto.Quando sfogliamo il Golosario cerchiamo posti dove si sperimenta con intelligenza, dove c’è ricerca vera dietro ogni piatto. Dove lo chef non si limita a riproporre la tradizione, ma la reinterpreta con rispetto e con coraggio.
Gambero Rosso: lo sguardo a tutto tondo
Gambero Rosso è la guida più tecnica: valuta ogni aspetto dell’esperienza, dalla cucina al servizio, dalla cantina all’ambiente, dal rapporto qualità-prezzo all’accoglienza.
È uno sguardo a tutto tondo che ti dà un quadro chiaro di cosa aspettarti. Per chi la usa è un po’ come avere una recensione oggettiva e strutturata: sai già se troverai una cantina importante, un servizio curato, se il prezzo è in linea con quello che offrono.È la guida che consultiamo quando vogliamo una panoramica completa di un’osteria: non solo cosa mangeremo, ma come sarà l’intera esperienza.


Come le usiamo noi, e come puoi usarle tu
Spesso le combiniamo. Se un posto è in tutte e tre le guide, è un segnale forte: vuol dire che ha trovato un equilibrio raro tra valori, qualità, creatività ed esperienza completa.
Ma a volte scegliamo in base a quello che cerchiamo in quel momento:
- Se vogliamo valori e coerenza, partiamo da Slow Food
- Se cerchiamo creatività e ricerca, guardiamo il Golosario
- Se vogliamo una panoramica completa per capire cosa aspettarci, consultiamo Gambero Rosso
Per te che leggi, queste guide sono uno strumento prezioso: ti aiutano a scegliere in base a quello che cerchi. Non esiste la guida migliore in assoluto: esiste la guida giusta per quel momento, per quella voglia, per quel tipo di esperienza che hai in mente.
E quando un’osteria riesce a essere in tutte e tre – come la nostra – significa che ha trovato un equilibrio raro.
Ma oltre alle guide, ci sono altre cose che guardiamo quando scegliamo dove andare a mangiare.
Come scegliamo un’osteria?
Quando sfogliamo una guida o cerchiamo un posto nuovo, non ci fermiamo alle stelle delle recensioni o alle foto patinate. Guardiamo altro.
Per esempio, quanti giorni è aperto il locale e quanti turni fa. Può sembrare strano, ma è un segnale importante. Se un’osteria propone ingredienti di produzione propria – come facciamo noi – è difficile che possa permettersi aperture tutti i giorni e doppi turni. La materia prima ha i suoi tempi, le sue quantità.
Anche noi ci siamo chiesti tante volte se cominciare a raddoppiare i turni per dare più possibilità ai clienti di trovare posto. Ma abbiamo fatto due conti e ci siamo accorti che avremmo dovuto comprare molti (troppi) ingredienti fuori, snaturando quello che siamo.
Abbiamo fatto una scelta: preferiamo restare piccoli, autentici e coerenti con i nostri valori.
Certo, questo significa che a volte è difficile prenotare. Lo sappiamo. Ma è anche un modo per proteggere la qualità di ciò che offriamo e il ritmo che ci permette di prenderci cura davvero di chi viene a trovarci.Il limite, per noi, è diventato un valore positivo: possiamo accogliere 30 persone, non di più. Così riusciamo a parlare con tutti, a raccontare i piatti, a stabilire una connessione vera.
Recensioni: leggere tra le righe
Spesso scegliamo di non leggere le recensioni prima di provare un posto nuovo: non vogliamo essere influenzati da qualche commento che potrebbe distorcere la nostra percezione. Capita quindi che ci diamo un’occhiata dopo, anche per capire cosa provano le persone rispetto a quello che abbiamo vissuto noi, cosa è piaciuto e perché, e cosa no.
A volte le leggiamo anche prima di scegliere un posto. Ma con uno sguardo diverso.
Una recensione a 1 stella perché “il ristorante non aveva mai posto” o perché “ti fanno aspettare troppo” per noi non è detto sia un difetto. Potrebbe essere sinonimo di autenticità.
Vuol dire che quel posto lavora con ritmi umani, che non si è industrializzato, che forse dietro quella lunga attesa c’è qualcuno che sta preparando tutto con cura.
Certo non tutte le attese sono uguali. Ma abbiamo imparato a distinguere: una cosa è il disservizio, un’altra è la lentezza come scelta. E quest’ultima, per noi, vale la pena.La gente vuole ristoranti che rispettino le loro aspettative. Ma se c’è una filosofia dietro, spesso quello che sembra un limite diventa la cosa più preziosa. È una questione di prospettiva.
Stella verde vs stella rossa: per noi conta di più la sostenibilità
La guida Michelin è un riferimento importante nel mondo della ristorazione, lo sappiamo. E il suo sistema di classificazione con le stelle divide i ristoranti in tre livelli:
- 1 stella: un posto dove si mangia molto bene, con ottimo servizio. Se sei in zona e non sai dove andare, ti dicono che merita.
- 2 stelle: se stai facendo un viaggio, questo ristorante merita la deviazione. Vale la pena cambiare strada per andarci.
- 3 stelle: merita il viaggio. Da ovunque tu sia, vale la pena organizzare uno spostamento apposta per cenare lì.
È una gradualità che racconta il valore di un’esperienza culinaria.
Non siamo nella guida Michelin, ma ci ha sempre affascinato il significato delle stelle. E se un giorno dovessimo arrivarci, per noi sarebbe la stella verde a darci più orgoglio.
La stella verde premia i ristoranti che lavorano in armonia con la natura, che valorizzano razze autoctone, che usano prodotti locali, che non sprecano, che hanno un approccio sostenibile in ogni aspetto dell’attività: dagli ingredienti al riscaldamento, dall’energia alla gestione dei rifiuti.Può averla anche chi non ha nessuna stella rossa. Ed è un riconoscimento che, secondo noi, dice molto di più sulla coerenza di un locale.

Un’esperienza da ricordare, non solo un pasto
Quando scegliamo un’osteria, cerchiamo un insieme di cose che fanno la differenza. Non solo il piatto buono – quello è il minimo, insomma da lì si parte! – ma tutto il resto.
- L’arrivo: in un bosco, in un piccolo borgo o in un posto inaspettato.
- L’accoglienza: qualcuno che ti guarda negli occhi, che ti racconta da dove vengono gli ingredienti, che ci mette il cuore.
- Il dialogo: poter chiedere, curiosare, scoprire.
- L’atmosfera: sentire che quel luogo è curato, pensato, vissuto.
È l’insieme che fa la differenza. E quando tutto questo si allinea, esci da quel posto ispirato, con un tassello in più. Non hai solo mangiato bene: hai vissuto un’esperienza che ti ha arricchito.
È quello che cerchiamo di offrire anche noi, qui all’Osteria dò Parè. Vogliamo dedicare il tempo giusto a ogni tavolo. Vogliamo dedicarti tutta l’attenzione che meriti.
Regalare (o regalarsi) un momento speciale
Se anche tu scegli i luoghi con il cuore, puoi regalare un’esperienza così a chi ami.
Ce l’hanno chiesto tante delle persone che passano a trovarci e che vogliono far conoscere il nostro modo di fare ristorazione. Che vogliono regalare un pezzo della nostra Osteria dò Parè. Abbiamo preparato i buoni regalo: un gesto di cura, lentezza e condivisione. Non scadono, si possono usare quando si vuole, e sono un invito a prendersi del tempo per sé, o per le persone care.
Oggi puoi scegliere tra due forme diverse, entrambe pensate per essere semplici, sincere e preziose, ognuna a modo suo:
Buono regalo • Digitale
€60,00 – €250,00 (IVA inclusa)
Buono regalo • Cartaceo
€60,00 – €250,00 (IVA inclusa)Il buono regalo in formato digitale
Arriva via email in pochi secondi: comodo, immediato, perfetto per un pensiero dell’ultimo minuto o per chi vive lontano.
Lo puoi personalizzare con il tuo messaggio, e chi lo riceve può usarlo anche in più momenti, fino ad esaurimento del credito.
Il buono regalo in formato cartaceo
È il nostro modo preferito per regalare un’esperienza. Lo prepariamo a mano, lo inseriamo in una confezione semplice e naturale, e — se vuoi — trascriviamo con cura un tuo messaggio sul retro. È un gesto lento, da toccare, che profuma un po’ di casa e di montagna.
In entrambi i casi, non regali solo una cena, ma un racconto: un viaggio tra i sapori delle Dolomiti, un modo per sostenere una piccola realtà che lavora con rispetto e passione.
E il buono è ancora più speciale perché si può usare come si preferisce: per pranzare o cenare in Osteria, per acquistare i nostri prodotti nello shop online, oppure per scegliere qualcosa nella bottega accanto all’Osteria, dove si respira lo stesso profumo di casa e di montagna.
Regali un momento speciale a persone speciali. A chi, con il proprio portafoglio, sceglie consapevolmente e contribuisce a fare un mondo un po’ migliore.

Ora sai come scegliamo un ristorante
Ora sai tutto di noi, e sai che siamo un po’ curiosi e ci piacerebbe sapere cosa guardi quando cerchi un posto dove mangiare. Cosa ti fa dire questo è il posto giusto?
Per noi è diventato quasi un gioco: osservare, capire, scegliere con cura. E ogni volta torniamo a casa più ricchi, con qualcosa da raccontare.
Magari ci troviamo qui o altrove, tra osterie che hanno scelto la stessa strada.Tra guide che parlano lingue diverse ma che, in fondo, cercano tutte la stessa cosa: luoghi veri, dove il cibo è cultura, rispetto, esperienza. E dove chi cucina lo fa con amore.




